I nostri gioielli in porcellana

In tutte le culture le donne si adornano.
A volte con cose semplicissime, altre volte via più ricercate, raffinate, preziose. Ma sempre, sempre, adornarsi significa dichiarare qualcosa.
Un tempo era per far capire la propria condizione sociale (se si fosse giovani libere o promesse spose, o spose o vedove), o il proprio censo, la propria adesione a certe tradizioni o la voglia di romperle ed essere controcorrente. Adesso, secondo noi, ci si mette un gioiello soprattutto per completare il quadro della propria personalità.
Al tempo delle nostre nonne si ereditava un gioiello, ed era quello e basta: per tutta la vita lo mettevi alle orecchie, o al dito, e non se ne parlava più. Adesso invece un gioiello che ereditati è certamente prezioso per il significato, il ricordo, la storia che ha per te, ma è improbabile che venga utilizzato come ornamento quotidiano.
Sempre più infatti che scegliamo è il complemento di un look che costruiamo (a volte con fatica, altre volte con estrema disinvoltura), in cui la borsa, la scarpa, il piccolo dettaglio vanno a sommarsi al gioiello, per creare un panorama di sé completo, uniforme, coerente, in cui sempre più la donna moderna vuole essere a proprio agio, e ribadire ciò con esso i propri valori.
E qui ci inseriamo noi, che siamo donne, amanti dei gioielli e artefici di un mondo poetico che, per dichiararsi, ha scelto di usare proprio i gioielli.

In questo blog vorremmo ribadire i nostri valori, le cose che ci paiono imprescindibili per poter stare a testa alta in mezzo alla gente, e soprattutto in mezzo alle nuove generazioni, verso le quali abbiamo un innegabile debito per come abbiamo, malamente, gestito le risorse sul pianeta Terra.
Fare gioielli sostenibili non è così facile: nel nostro piccolo cerchiamo di eliminare qualunque spreco. Ad esempio cerchiamo di utilizzare la porcellana al meglio, e rimettiamo in circolo quella che ci si è seccata in lavorazione, per idratarla e renderla nuovamente plastica e adatta alla modellazione. Non ne buttiamo nemmeno una briciola! Poi acquistiamo pochissimi smalti e colori, pochi perché realmente ce ne bastano pochi grammi all'anno, e anche per non avere chili e chili di materiale stoccato e inutilizzato per secoli, facendo credere alle industrie chimiche che ci servono tonnellate di materiale per lavorare. E ancora l'accensione del forno, che è davvero una fase delicata e impegnativa per l'ambiente e per le bollette dell'energia elettrica, è gestita in modo da riempire al massimo il forno stesso, dilatando a volte nel tempo qualche consegna. E il forno stesso è un investimento che deve durare a lungo nel tempo, come abbiamo fatto con il nostro ultimo amato forno a pozzetto, al quale abbiamo cambiato le resistenze innumerevoli volte e che salutiamo con affetto ogni volta che lo utilizziamo!
Così proviamo a fare del nostro proprio meglio anche con il packaging dei gioielli, che è studiato per minimizzare l'impatto ambientale: acquistiamo solo delle scatole non stampate, per accomodarci i gioielli, ma la scatola nel quale poi viaggiano i pacchetti è rigorosamente recuperata dai negozi che la eliminano come inutile cartone. E anche per il packaging delle decorazioni usiamo dei fogli di carta Braille che ci regalano i nostri amici non vedenti: dopo aver letto quei fogli - a noi misteriosi - ce li donano, e noi li tagliamo e poi li consegnano ad un laboratorio sociale dove dei ragazzi diversamente abili cuciono i lati, realizzando così le nostre bellissime buste per le decorazioni.
Ecco una delle nostre super aiutanti al lavoro, e sotto c'è il risultato dei suoi sforzi!


Tutto quello che abbiamo raccontato riguarda il fare prodotto, ma abbiamo un'idea chiara anche di come deve venire il nostro prodotto… deve essere bello, ricercato, accattivante, nuovo, allegro, facile, raffinato, leggero, prezioso, minimal, armonioso, curioso, contemporaneo, e moolto poetico (… accidenti, quanti aggettivi!), e la nostra cliente ideale deve stare bene con esso, deve sceglierlo per arricchirsi di una nota di fantasia, di poesia, di leggerezza, di curiosità, deve portarlo per starci bene, sicurezza sicura di una scelta di stile che è sua, prima ancora di essere condivisa dalle amiche o dalle colleghe dell'ufficio. Impronte non realizza un gioiello da ostentare ma un gioiello da far scoprire, piano piano, come una nota del carattere che impari piano piano a conoscere, e non cogli da lontano. Come un profumo che ti arriva dopo un poco che chiacchieri con una persona nuova: non una nota che ti investe prepotente, ma un bouquet che si dichiara con calma, senza fretta, minuto dopo minuto, sorriso dopo sorriso.
Vi abbiamo fatto venire voglia di guardarli meglio, i nostri gioielli?
Ci saremo riusciti? Noi ce la mettiamo tutta per essere coerenti, responsabili, con i piedi per terra ma la testa tra le nuvole… diteci voi se ci siamo riuscite!
Un abbraccio dal laboratorio, ciao ciao, Cristina e Rosa
